Desideriamo ringraziare tutte le partecipanti perché le loro storie ci hanno accompagnato lungo queste giornate di letture, confronti, votazioni. Abbiamo riso, ci siamo commosse, appassionate, indignate. Non è stato semplice, le candidature meritevoli erano molte. A tutte voi in bocca al lupo, complimenti e un arrivederci al prossimo bando nel 2023.

La commissione selezionatrice, composta dal comitato fondatore e da dieci lettori di U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), dopo attenta lettura, ha scelto le cinque proposte finaliste e una menzione speciale.

Gloria Allegrucci
Titolo: Le egoiste
Genere: drammatico
Editor assegnato: Ivano Fachin

Motivazione. La qualità della scrittura imprigiona chi legge nella dimensione esistenziale dei tre personaggi femminili. Un racconto “riflettente” che vorremmo rompere rispondendo: «no», «io no»,«no, non è più così», ma i frammenti di questo specchio feriscono la nostra coscienza, i frammenti corrispondono agli atti mancati di ogni vita, di ogni donna. La candidata non ha uno sguardo manicheo sulla realtà ma, grazie alla mancanza di espressioni enfatiche, genera in chi legge una reazione opposta alla resa dei suoi personaggi. La storia gioca con il tempo e la percezione alterata degli spettatori. Efficace risulta l’intreccio dei piani temporali e la dimensione simbolica, a volte allucinata, dell’ambientazione della scena. Splendida soluzione la chiave narrativa della “maniglia”.

 

Chiara Centioni
Titolo: Adesso è nell’ora
Genere: drammatico
Editor assegnato: Irene Magrelli

Motivazione. Il soggetto si legge con interesse per la scorrevolezza della scrittura, la resa delle situazioni e la credibilità dei personaggi tanto da lasciare immaginare già la sceneggiatura completa. La candidata ha abilmente dosato anticipazioni e piccoli colpi di scena, rivelando maturità e consapevolezza dei propri mezzi. È stato apprezzato lo sguardo neutrale dell’autrice verso tutti i suoi personaggi. L’intreccio delle storie, pur essendo un meccanismo non particolarmente originale, è vivificato da un ottimo ritmo e dal meccanismo della circolarità (si vedano i vari flash su personaggi che fanno capolino, poi scompaiono per riapparire accostati ad altri in situazione nuove; inoltre è buono il montaggio con la scena finale che si riallaccia all’iniziale, andando così a chiudere il cerchio narrativo). Un dramma corale, venato di un pessimismo desolato, ma giustificato e ben radicato nella realtà.

 

Maddalena Licciardi
Titolo: Mariù e Anna
Genere: commedia, comico
Editor assegnato: Carolina Grassi

Motivazione. La vitalità di due anziane sorelle nubili timorate di Dio ci ha conquistato per la comicità a tratti grottesca, a volte esilarante, surreale, ma sempre coinvolgente. La candidata ha una scrittura di irresistibile verve, ricca di colori e toni, locuzioni dialettali non banali, e una molteplicità di dettagli inaspettati, che autorizzano a pensare che il soggetto abbia tutte le carte in regola per poter diventare, sullo schermo, una commedia originale. Ogni cosa, anche il travolgente finale/inno dionisiaco/geriatrico alla libertà femminile, è vista attraverso la lente deformante di un umorismo che si rifà a quello onirico e surreale di Luis Buñuel, e a quello irriverente di una commedia di costume di Mario Monicelli.

 

Alice Manzati
Titolo: Marea
Genere: drammatico
Editor assegnato: Tommaso Matano

Motivazione. È stato selezionato per la capacità di offrire, attraverso un linguaggio semplice e privo di orpelli, una rappresentazione realistica della vita degli immigrati latinoamericani di seconda generazione, nella periferia di una grande città, Milano, ma potrebbe essere ambientato in qualsiasi altra metropoli. Convincente è risultata la parabola del riscatto del giovane Gabriel; se si fosse chiamato Gabriele avrebbe avuto un destino diverso? Il protagonista riuscirà, con un pizzico di quella fortuna che sempre aiuta gli audaci, a coronare il proprio sogno: diventare regista? La storia è convincente, commuovente, si vorrebbe partecipare, aiutare, sostenere questo giovane. Molti altri sono in attesa del nostro sguardo.
Una piccola grande storia di quei tanti “invisibili” portati dalla risacca della storia sulla battigia delle nostre vite, e che lottano ad ogni nuova luna per non essere risucchiati al largo, dalla marea.

 

Giovanna Volpi
Titolo: Surreal killer
Genere: noir, gangster, comico
Editor assegnato: Giovanni Galassi

Motivazione. Un titolo che dice già tutto: l’autrice ci trascina in una esplosiva e colorata girandola di personaggi dal grilletto facile, dove si spara senza guardare in faccia a nessuno, soprattutto i propri famigliari.
È una crime story a tinte forti che richiama il mondo dei fumetti, tutta visiva, ma dove molto spazio hanno anche i rumori, che il lettore immagina uscire in una nuvoletta a caratteri cubitali dalle bocche dei protagonisti (BANG, BUM, CRACK, WOW). Un killer collerico ma dalla scarsa mira, un antipatico fratello che vuole scoprire chi dei due è stato adottato, poliziotti incapaci, una figlia hacker assai sboccata che indaga sull’omicidio della madre… tutti insieme, fino al colpo di scena prima dei titoli di coda. E si muore dal ridere, perché i protagonisti hanno battute letali. Un soggetto semplice, tuttavia capace di imporsi grazie ad una scrittura secca e nervosa, per l’abilità nell’intingere la penna nel noir della fondina, mantenendo costantemente sospeso il tono tra realtà e stralunata surrealtà.


MENZIONE SPECIALE

Lavinia Tommasoli
Titolo: C.L.O.D.E.T.T.E.
Genere: commedia, fantascienza